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Io del mio cervello uso l'undici percento

Postato su 24 Sep 2016 da Francesco

Io del mio cervello uso l'undici percento

Una volta ero come voi, ma adesso ho una marcia in più. Qualcuno lo chiamerebbe un dono. Una vita ben oltre il mondo come lo conoscete. Come forse sapete un essere umano normale usa solo il dieci percento del suo cervello; io invece arrivo a un UNDICI PERCENTO bello pieno.

Eh già. Immaginate un attimo quello che può fare il vostro cervello. Aggiungeteci un decimo in più e ecco che avrete me. Bum. Da non credere, eh?

Non l’ho sempre avuto, questo dono. Una volta confondevo anch’io la festa dei veterani con la festa dei caduti, o non ricordavo mai il compleanno della mia ex fidanzata Sheena. Quando girava bene ricordavo al massimo due o tre personaggi di Il trono di spade, e mai più della metà del cast di Armageddon. Ma questo era il vecchio me, prima che accettassi di fare da cavia umana e squadre di scienziati cominciassero a fare esperimenti su di me. Oggi ricordo ogni tipo di scemenza. Ammirate:

  • Orb ha vinto il Kentucky Derby nel 2013.

  • “Another Night” era dei Real McCoy.

  • Bill Pullman interpretava il presidente in Indipendence Day.

  • Bruce Greenwood invece faceva il presidente in “Il mistero dei templari 2”, che in realtà si intitola Il mistero delle pagine perdute - National Treasure.

  • Il ragazzino che fa Banshee è decisamente quello di Friday Night Lights.

  • Joe Biden è il vicepresidente americano, e dovrebbe essere originario o del Rhode Island o del Maryland o del Delaware.

  • La capitale del Nevada non è Las Vegas.

E giuro che non le ho cercate su Google; ormai mi vengono naturali. Immagina se quando usi il cervello ti apparissero all’improvviso turbinii di immagini e simboli e lucine intermittenti al ritmo di musica techno: questo è quello che mi succede ogni volta che penso a qualcosa!

Prendete quel genere di cose quotidiane a cui il vostro cervello non bada: mentre voi al semaforo vi fermate incantati a aspettare che si accenda la luce verde, io sfrutto il mio punto in più di utilizzo cerebrale per scorgere la luce rossa accendersi per le auto sull’altra strada dell’incrocio, così ho il piede già pronto per mollare il freno quando la mia luce diventa verde. Penserete che uso qualche potere magico; in realtà non faccio altro che interpretare i segnali e elaborarli col mio decimo di potenza in più. Roba da pazzi, lo so.

Quegli scienziati mi hanno trasformato in un arma al di là delle più folli previsioni di chiunque, persino delle loro. Cosa farne, allora, di questo potere? Dovrei lasciare che mi ricoprano la testa di elettrodi per guardarmi ricordare tutte le password di ogni singolo account che ho mai registrato? Non ci penso nemmeno. O dovrei consegnarmi al governo e aiutarli a ricordare dove mettono le chiavi di tutti i loro veicoli militari più avanzati così che possano andare a bombardare gente che non ho mai visto e che a me personalmente non ha mai dato alcun problema? Mi dispiace, non ho firmato per questo. Non sarò la loro pedina - in particolare uno di quei pezzi piccolini degli scacchi che chiamano “pedoni” (... capito che ho fatto qui?).

Ma dove potrei scappare? Tutte le agenzie governative mi starebbero alle calcagna. Chi potrebbe aiutarmi? I miei amici riuscirebbero a capire? Barry mi lascerebbe ancora andare da lui a guardare il football o a usare la piscina di sua madre se non gli ricordassi tutti gli orari delle repliche di Real Sex sulla HBO? O permetterei a Ned di accompagnarmi a casa quando sono ubriaco e in lacrime per Sheena (24 di aprile, bella!) sapendo che probabilmente mi sta solo usando per ricordargli le strade più corte per il centro o il canale radio che manda musica remixata tutta la notte?

Insomma, io il mio superpotere voglio usarlo per il bene. Non sono sicuro che il mondo sia pronto per uno come me. Forse dovrei solo starmene sullo sfondo, tipo con uno stipendio a sette cifre nel mio ufficio riservato per qualche compagnia privata a fare di mestiere quello che si ricorda il secondo nome delle persone. Potrebbe funzionare. Allora la tv via cavo me la potrei permettere da me, e pure una piscina persino più grande di quella della mamma di Barry. Magari poi Sheena mi rivorrebbe con sé e ci accaseremmo, con tanto di bambini e un bell’appartamento elegante, e vivrei una vita di relativa anonimità, serena e tranquilla - come tutti voi altri, però un decimo in più.

Non lo so. Quell’undici percento qualche volta porta più domande che risposte. Fa anche parecchio rumore. La musica techno nemmeno mi piace.

(traduzione di “I CAN ACCESS ELEVEN PERCENT OF MY BRAIN” di Alex Pearson, pubblicato su McSweeney's Internet Tendency il 6 agosto 2014)

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